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Nella squadra allenata da Cesare Maldini il capitano era figlio Paolo, figlio
del ct e già punto fermo della nazionale sin dai tempi di Vicini. L’Italia,
inserita in un girone di qualificazione per il campionato del 1998 con
l’Inghilterra, compì nel febbraio 1997 un exploit andando a vincere a Wembley
contro i bianchi d’Albione per la seconda volta nella sua storia, con un goal
del più inglese dei calciatori italiani, il cavaliere dell’Impero Britannico
Gianfranco Zola. Classificatasi seconda, dovette disputare il match di spareggio
per l’ammissione contro la Russia nel novembre di quello stesso anno. Sotto la
neve a Mosca l’Italia ipotecò la qualificazione pareggiando 1-1 e chiuse il
discorso nel ritorno giocato a Napoli, quando, in condizioni climatiche
decisamente migliori, vinse per 1-0 (gol di Casiraghi). L’Italia era quindi
qualificata per il sedicesimo campionato del mondo, che si sarebbe tenuto in
Francia. Il sorteggio mise gli azzurri di fronte a Cile, Camerun e Austria,
tutte più o meno vecchie conoscenze dell’Italia. Per Roberto Baggio era l’ultimo
mondiale, per il giovane Alessandro Del Piero doveva essere la consacrazione a
livello di nazionale dopo aver vinto tutto con la Juventus. Finì che Del Piero,
dopo una stagione conclusasi con 30 goal ufficiali tra campionato e coppe, e una
finale di Champions League, andò incontro a un calo fisico conseguenza di un
infortunio nel finale di stagione, e non rese secondo le aspettative, e Baggio
regalò gli ultimi acuti della sua carriera azzurra. Dopo un avvio incerto contro
il Cile (2-2, Vieri, doppietta di Salas e rigore di Baggio), le cose si misero
per il meglio contro il Camerun (Di Biagio e doppietta di Vieri) e l’Austria 2-1
(di nuovo Vieri e Baggio), anche se la vittoria fu pagata con la perdita di
Nesta per infortunio. Gli ottavi videro l’Italia di fronte a un’altra vecchia
conoscenza: fu per l’ennesima volta Vieri a dare all’Italia il punto con cui la
Norvegia fu eliminata al Velodrome di Marsiglia. Nei quarti a Parigi l’incontro
più voluto e temuto, quello contro i padroni di casa della Francia:
probabilmente Maldini pagò un’impostazione troppo difensivistica e poco
coraggiosa, non approfittando del fatto che anche i francesi temevano l’Italia.
Nemmeno i supplementari servirono a smuovere il risultato, che fu deciso ai
rigori. E per la terza volta in tre edizioni consecutive, gli Azzurri persero.
Tragico eroe di giornata fu Luigi Di Biagio che vide il suo tiro stamparsi sulla
traversa mentre il portiere francese Barthez esultava. La rinuncia a un
centrocampo più tecnico per dar fiducia a degli onesti lavoratori senza fantasia
fu un altro motivo di critica verso Maldini, che comunque dopo il campionato si
dimise dall’incarico.
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Fonte: Wikipedia
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