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Subito dopo il quarto posto mondiale, l’Italia non dovette affrontare impegni di
rilievo in quanto aveva ottenuto dall’UEFA l’organizzazione del sesto campionato
europeo di calcio che, proprio dall’edizione 1980 era stato allargato a otto
squadre e prevedeva l’ammissione d’ufficio alla fase finale della federazione
ospitante. La squadra di Bearzot si presentava con fondate speranze di fare il
bis del campionato di dodici anni prima. Ma a seguito di un grosso scandalo
esploso nella primavera del 1980, originato dalla denuncia di uno scommettitore
clandestino della Capitale, vi fu un terremoto nell’ambiente del calcio
professionistico italiano: dall’indagine e dal processo federale che ne seguì,
vi furono pene dure per alcuni giocatori di primo piano, tra cui Giordano,
Manfredonia e soprattutto Paolo Rossi, squalificato per due anni. Tutte le
squalifiche irrogate decorrevano dal 1° maggio 1980.
Ciò privò la Nazionale del suo elemento migliore proprio alla vigilia del
campionato europeo. La cosa pesò oltremisura perché la squadra perdeva il
terminale naturale del gioco, e non bastò un volenteroso Altobelli a rimpiazzare
Rossi nello schema predisposto da Bearzot. A uno scialbo pareggio per 0-0
ottenuto a Milano contro la Spagna fece seguito una vittoria a Torino contro
l’Inghilterra per 1-0 con goal di Tardelli (dopo che Kennedy aveva preso un palo
dalla lunga distanza). La partita decisiva, da giocarsi all’Olimpico contro un
Belgio iperdifensivista che vantava rispetto all’Italia una miglior
differenza-reti, venne addormentata dalla formazione di Guy Thys che portò via
lo 0-0 che gli serviva per fare la finale contro i Tedeschi. La Coppa andò in
Germania, all’Italia la finale di consolazione contro la Cecoslovacchia campione
uscente. Nell’occasione l’Italia inaugurò la sua negativa tradizione ventennale
con i calci di rigore, perdendo 9-8 dopo aver pareggiato 1-1 (Jurkemik, Graziani),
i 90’ regolamentari e saltando i tempi supplementari, cui si rinunciò di comune
accordo per motivi economici legati alla trasmissione via satellite.
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Fonte: Wikipedia
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