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L’ottavo campionato del mondo, che si svolse in Messico nel 1970, fu quello che,
nonostante la mancata vittoria, segnò il ritorno più o meno in pianta stabile
dell’Italia ai vertici del calcio mondiale. È tuttora noto per la semifinale
Italia - Germania Ovest, che molti ribattezzarono la “Partita del Secolo”: in
effetti, viste le premesse, non era certo preventivabile una partita così
spettacolare. L’Italia veniva da un gruppo tutto sommato facile, avendo
incontrato Uruguay, Svezia e Israele e passando ai quarti senza strafare.
Considerabile nella norma anche il 4-1 con cui avevano regolato i modesti
padroni di casa messicani. Tutt’altro affare per la Germania Ovest che nei
quarti aveva dovuto battere 3-2 l’Inghilterra campione uscente rimontando uno
0-2. La semifinale tra Italiani e Tedeschi (per la cronaca, giocatasi allo
Stadio “Azteca” di Città del Messico il 17 giugno 1970), che si stava avviando a
uno stanco 1-0 azzurro, venne ravvivata dall’1-1 segnato da Schnellinger proprio
all’ultimo minuto. A emozionare gli spettatori fu l’altalena di goal nei tempi
supplementari che vide andare alternativamente in vantaggio prima i Tedeschi,
poi gli Italiani, poi di nuovo gli Italiani dopo il momentaneo pareggio tedesco,
per un 4-3 finale che deliziò gli spettatori. Ma lo sforzo sostenuto a 2000
metri d’altezza fu pagato nella finale, nel corso della quale l’Italia riuscì a
tener testa al Brasile di Pelé per circa un’ora, pareggiando con Boninsegna il
goal dello stesso Pelè, ma tre goal negli ultimi venti minuti (Gérson, Jairzinho
e Carlos Alberto) sancirono la superiorità dei sudamericani che si portarono
definitivamente a casa la Coppa Rimet. Comunque l'Italia si confermò la miglior
nazionale europea e fece un’ottima impressione nonostante l'invenzione della
“staffetta” tra Mazzola e Rivera ad opera del CT Ferruccio Valcareggi e i soli
sei minuti giocati dallo stesso Rivera, entrato all’84’ di una partita ormai
ampiamente compromessa.
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Fonte: Wikipedia
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