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Il Mondiale dell'Italia, inserita nel Gruppo F
14/06/2010 ore 20.30 Italia-Paraguay 1-1
20/06/2010 ore 16.00 Italia-N. Zelanda 1-1
24/06/2010 ore 16.00 Slovacchia-Italia 3-2
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Ultime 10 partite disputate

Ultime 10 partite disputate
10.10.2009 Eire-Italia 2-2
14.10.2009 Italia-Cipro 3-2
14.11.2009 Italia-Olanda 0-0
18.11.2009 Italia-Svezia 1-0
03.03.2010 Italia-Camerun 0-0
03.06.2010 Italia-Messico 1-2
05.06.2010 Svizzera-Italia 1-1
14.06.2010 Italia-Paraguay 1-1
20.06.2010 Italia-Nuova Zelanda 1-1
24.06.2010 Slovacchia-Italia 3-2
Punti 12 - Vinte 2 - Pari 6 - Perse 2
Gol fatti 12 - Gol subiti 12

Top 10 - All time

Presenze
136 Cannavaro
126 Maldini P.
112 Zoff
102 Buffon G.
97 Zambrotta
94 Facchetti
91 Del Piero
81 Baresi F.
81 Bergomi
81 Tardelli
Marcatori
35 Riva
33 Meazza
30 Piola
27 Baggio R.
27 Del Piero
25 Altobelli
25 Baloncieri
25 Inzaghi F.
23 Graziani
23 Vieri C.

Riepilogo partite

In totale
Giocate: 705
Vittorie: 378
Pareggi: 188
Sconfitte: 139
Gol fatti: 1.244
Gol subiti: 710

Amichevoli
Giocate: 354
Vittorie: 178
Pareggi: 99
Sconfitte: 77
Gol fatti: 604
Gol subiti: 396
Mondiali
Giocate: 80
Vittorie: 44
Pareggi: 21
Sconfitte: 15
Gol fatti: 126
Gol subiti: 74

Europei
Giocate: 27
Vittorie: 11
Pareggi: 12
Sconfitte: 4
Gol fatti: 27
Gol subiti: 18

LA STORIA DELLA NAZIONALE
Gli anni bui (da Superga alla Corea)

Dal punto di vista sportivo, la scomparsa di quel Torino fu un vero colpo per la Nazionale: privata degli elementi migliori, non vi fu modo di mettere in piedi una squadra competitiva per i campionati brasiliani del 1950. La Svezia ebbe gioco facile a battere l’Italia e a eliminarla dal torneo già dalla prima partita. Iniziò così un periodo buio per la nazionale italiana: eliminata al primo turno ai mondiali del 1954 in Svizzera, addirittura non si qualificò per quelli in Svezia del 1958, avendo perso in fase eliminatoria contro l’Irlanda del Nord.
La crisi - dovuta a carenze strutturali del nostro Paese, nonché a fatti incidentali come la citata tragedia di Superga - iniziata negli anni ’50 non fu completamente superata nel decennio successivo, ma si posero le basi per una ripresa del movimento calcistico italiano a livello internazionale (aiutate anche dalle vittorie delle squadre di club nelle competizioni europee, in particolare la Fiorentina nella Coppa delle Coppe del 1961 e il Milan nella Coppa dei Campioni 1963).
In effetti, una volta riguadagnata competitività sul piano tecnico, il problema della Federazione era quello di mostrarsi unita ed efficiente, cosa che spesso non succedeva per via di lotte intestine e dissidii al vertice. Comunque, gli Azzurri si qualificarono per il sesto campionato del mondo, in programma nel 1962 in Cile. Purtroppo fu una spedizione mal gestita, che iniziò sotto le peggiori premesse e finì, se possibile, anche peggio di come si paventava. Un’incauta stampa italiana fece pesanti apprezzamenti sulla situazione cilena e sul degrado di molte realtà sociali di quel Paese, cosa questa che indispettì i Cileni. A complicar le cose, un sorteggio che mise l’Italia di fronte a Svizzera, Germania Ovest e lo stesso Cile: mentre gli azzurri pareggiarono 0-0 con i tedeschi, il Cile batté gli elvetici 3-1, rendendo la partita successiva, Italia-Cile, un autentico spareggio: la partita fu infiammata nei giorni antecedenti da questioni politiche e sociali. L’incontro tra italiani e sudamericani si contraddistinse per violenza e incompetenza arbitrale (la famosa Battaglia di Santiago). L’Italia finì la partita in nove uomini e perse 2-0, mentre a nulla valse la vittoria successiva sulla Svizzera.
La squadra che andò ad affrontare il settimo campionato del mondo nel 1966 in Inghilterra era forse la più forte degli ultimi anni, ma se quattro anni prima si poté invocare ad attenuante per l’eliminazione il brutto clima creato a seguito delle improvvide dichiarazioni della stampa italiana, in Inghilterra si dovette fare il mea culpa per scelte sbagliate e ambigui rapporti di potere in seno alla Federazione. Inserita probabilmente nel girone più facile con Unione Sovietica, Cile e Corea del Nord, l’Italia vinse 2-0 nell’esordio-rivincita contro i sudamericani, ma perse 1-0 dai sovietici. La partita con la Corea del Nord divenne determinante ma, nonostante la squadra asiatica fosse nettamente sfavorita, il dilettante Pak Doo Ik segnò un goal che gli italiani non seppero rimontare, condannando così la squadra azzurra alla più cocente umiliazione sportiva della sua storia.

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Dopoguerra

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Gli anni della ripresa (1968-1978)

Fonte: Wikipedia

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