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Dopo le devastazioni della guerra e le lacerazioni interne dovute alla guerra
civile tra partigiani e repubblichini, si avvertì in tutto il Paese il bisogno
di riconciliazione, e di riunirsi attorno a simboli che non potessero essere
interpretati come appannaggio di una sola parte politica o di una classe
sociale. I grandi sport di massa ben svolsero questa funzione, e infatti gli
Italiani, non importa di quale colore politico, non importa di quale censo,
tornarono a sorridere grazie al ciclismo con i nostri Bartali e Coppi a dominar
corse, Giri e Tour de France, e soprattutto grazie al calcio, che in quegli anni
si declinava in un solo colore, quello granata: infatti la squadra più forte in
circolazione era il Torino, che dava dieci uomini alla Nazionale, e aveva vinto
tutti gli scudetti dal 1946 al 1948. Quando l’aereo che, il 4 maggio 1949, stava
riportando il Grande Torino a casa da un’amichevole in Portogallo contro il
Benfica si schiantò contro la collina di Superga, fu un lutto per tutta l’Italia
- non solo quella sportiva - che faticosamente si stava lasciando alle spalle le
lacrime del conflitto mondiale. Al Torino fu assegnato lo scudetto del 1949 per
volontà di tutte le altre squadre del campionato.
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Fonte: Wikipedia
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